Dic 162013
 

raid

Ultimamente mi è capitato diverse volte di imbattermi in NAS guasti.

Le unità hanno smesso di funzionare da un giorno all’altro. Impossibile riavviarle (neppure con le varie modalità di recupero) ed accedere ai dati salvati.

Ovviamente in tutti i casi contenevano dati preziosissimi per i proprietari. In maniera altrettanto ovvia i proprietari non avevano effettuato alte copie di questi dati perché  …tanto c’è il RAID!.

Ebbene il RAID è una bellissima invenzione che aggiunge un livello di sicurezza in più ai backup, ma non è in grado di ovviare alla necessità di avere sempre copie multiple dei vostri dati.

In caso di fail totale del dispositivo i vostri preziosi files saranno persi per sempre se non li avete salvati altrove.

Fortunatamente nei casi che mi sono stati sottoposti i dischi erano ancora integri o lo erano in quantità sufficiente da poter recuperare tutti (o quasi i dati).

Tenete presente che in una configurazione RAID5  (la più comune nei NAS) i dati rimangono integri, e teoricamente recuperabili, fino a quando non avete più di un disco guasto.

Non è impossibile che più dischi manifestino problemi contemporaneamente, soprattutto a causa della bruttissima abitudine dei costruttori di inserire nei NAS dischi appartenenti allo stesso lotto (addirittura con numeri di serie consecutivi nei NAS Buffalo Terastation oggetto dei miei recuperi…) pertanto vale sempre quanto raccomandato sopra. 

Comunque, se almeno N-1 dischi sono in buono stato, è solitamente possibile tentare il recupero dei dati anche se il NAS è guasto.

Infatti la stragrande maggioranza dei NAS è implementata su sistemi LINUX con filesystem standard.

Collegando i dischi ad un sistema LINUX si può riassemblare il RAID e copiare i dati contenuti.

L’operazione è piuttosto semplice: basta disporre di un PC, una chiavetta USB, un po’ di cavi SATA, un Hard disk esterno USB di dimensioni sufficienti per copiare i dati recuperati.

Io ho agito così: ho scaricato l’iso di Archlinux e l’ho installato su una chiavetta USB. L’ISO può essere installato sulla chiavetta utilizzando dd in LINUX:

# dd bs=4M if=/path/to/archlinux.iso of=/dev/sdx && sync

Se non avete un sistema LINUX a disposizione seguite questo link.

Poi ho collegato tutti i dischi SATA del NAS ad un PC ed ho avviato il sistema dalla chiavetta preparata.

Una volta finito il boot potete rendere più facile le operazioni seguenti caricando la tastiera italiana:

root@archiso ~ # loadkeys it

Fatto questo, se siete fortunati (se i dischi sono buoni…), il sistema avrà gia assemblato il raid. Potete verificarlo in questo modo:

root@archiso ~ # cat /proc/mdstat
Personalities : [raid1] [raid6] [raid5] [raid4]
md125 : active raid5 sdd6[2] sdb6[3] sde6[1] sda6[0]
1461946752 blocks level 5, 64k chunk, algorithm 2 [4/4] [UUUU]

md126 : active (auto-read-only) raid1 sdb2[3] sde2[1] sda2[0] sdd2[2]
497920 blocks [4/4] [UUUU]

md127 : active (auto-read-only) raid1 sdb1[3] sda1[0] sdd1[2] sde1[1]
297088 blocks [4/4] [UUUU]

unused devices: 

in questo caso il sistema ha riconosciuto 3 volumi in RAID. A me interessa “quello grosso” cioè quello dove sono salvati i dati. Gli altri sono volumi di sistema. Attenzione che potrebbero essere più numerosi avete partizionato il vostro NAS in modo da avere più volumi in RAID.

Dando un semplice:

root@archiso ~ # fdisk -l  

vediamo che nella sezione dei 3 RAID si legge:

.....

Disk /dev/md127: 290.1 MiB, 304218112 bytes, 594176 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes

Disk /dev/md126: 486.3 MiB, 509870080 bytes, 995840 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes

Disk /dev/md125: 1.4 TiB, 1497033474048 bytes, 2923893504 sectors
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 65536 bytes / 196608 bytes

.....

Quindi mi serve il /dev/md125 che è un volume da 1.4TB e presumibilmente contiene i miei dati.

Proviamo a montarlo:

root@archiso ~ # mkdir /mnt/raid
root@archiso ~ # mount /dev/md125 /mnt/raid

Se tutto va come si deve il volume è montato sotto /mnt/raid (sospiro di sollievo….)

Ora è bisogna collegare il disco esterno USB.

Un dmesg ci dirà a che dispositivo viene assegnato

[ 359.943157] usb 2-4: new SuperSpeed USB device number 2 using xhci_hcd
[ 359.957967] usb-storage 2-4:1.0: USB Mass Storage device detected
[ 359.958168] scsi6 : usb-storage 2-4:1.0
[ 360.960905] scsi 6:0:0:0: Direct-Access WD My Book 1170 1042 PQ: 0 ANSI: 6
[ 360.961212] scsi 6:0:0:1: Enclosure WD SES Device 1042 PQ: 0 ANSI: 6
[ 360.961725] sd 6:0:0:0: [sdj] 732558336 4096-byte logical blocks: (3.00 TB/2.72 TiB)
[ 360.962044] sd 6:0:0:0: [sdj] Write Protect is off
[ 360.962047] sd 6:0:0:0: [sdj] Mode Sense: 53 00 10 08
[ 360.962497] sd 6:0:0:0: [sdj] No Caching mode page found
[ 360.963009] sd 6:0:0:0: [sdj] Assuming drive cache: write through
[ 360.963815] sd 6:0:0:0: [sdj] 732558336 4096-byte logical blocks: (3.00 TB/2.72 TiB)
[ 360.964454] sd 6:0:0:0: [sdj] No Caching mode page found
[ 360.964936] sd 6:0:0:0: [sdj] Assuming drive cache: write through
[ 360.980229] sdj: sdj1
[ 360.980727] sd 6:0:0:0: [sdj] 732558336 4096-byte logical blocks: (3.00 TB/2.72 TiB)
[ 360.981286] sd 6:0:0:0: [sdj] No Caching mode page found
[ 360.981768] sd 6:0:0:0: [sdj] Assuming drive cache: write through
[ 360.982234] sd 6:0:0:0: [sdj] Attached SCSI disk

Nel mio caso è sdj e la partizione è sdj1

Per montarlo sarà sufficiente:

root@archiso ~ # mkdir /mnt/usbdisk
root@archiso ~ # mount /dev/sdj1 /mnt/usbdisk

Ora con i due volumi montati possiamo partire con la copia dei dati:

root@archiso ~ # rsync −avz /mnt/raid/share /mnt/usbdisk

Attendiamo fiduciosi. Un tempo di copia verosimile è di circa 60GB/ora quindi ci vorrà un giorno intero per copiare tutti i miei dati.

Se non ci sono problemi l’operazione va a buon fine ed è sufficiente smontare il disco esterno (umount /mnt/usbsdisk).

Purtroppo se i dischi non sono in buono stato, come mi è capitato qualche volta, bisogna intervenire manualmente per ricostruire l’array con il comando mdadm.  Tale comando è il coltellino svizzero dei RAID sotto linux e consente di montare array parzialmente degradati e con dischi guasti.

In alcuni casi bisogna accontentarsi di recuperi parziali, ma è già un buon risultato, se i dati sono insostituibili….

Fabrizio Vettore

  15 Risposte a “Il NAS è KO? Dati persi? non disperate…”

  1. un ringraziamento anzi un super ringraziamento all’autore di questo articolo che mi ha permesso di recuperare i dati di un nas buffalo (1 hd guasto) erroneamente configurato in raid 0 .
    Maurizio

    • Di nulla! Anch’io mi sono tolto d’impaccio più di una volta grazie all’esperienza di qualcun’altro. Per questo cerco di condividere il più possibile.

  2. Grazie di cuore,
    anch’io ho recuperato un Buffalo impazzito.

  3. Si ma se il NAS ha dischi con gli SMART sballati?

    Mi permetto di rilevare che non è menzionata una FONDAMENTALE diagnosi dei valori SMART che suggerirei di mettere come primo punto dell’articolo.

    Supponiamo che i dati siano importanti, un disclaimer GROSSO COSI’ sul diagnosticare i dischi con una delle duecento utility gratuite che leggono i valori SMART è doveroso non credete?

    Io suggerirei Crystal Disk Info che è disponibile anche in versione portable, senza installazione quindi e del quale è molto semplice interpretare il report… basta vedere con che colore bolla il disco in questione.
    Scarica Crystal Disk Info

    Se il disco ha i valori in giallo o peggio ancora in rosso E SE I DATI SONO CRITICI eviterei una “suicida” clonazione software ed invece mi rivolgerei a chi ha una PC-3000 per farmi clonare nella maniera più sicura, rapida e indolore, quei dischi.

    Alessio

    • In realtà volendo controllare lo stato SMART dei dischi da Linux basta lanciare l’apposito comando senza bisogno di installare nulla. Se i dati sono assolutamente critici non penso che qualcuno dotato di buon senso utilizzerebbe tecniche come quelle descritte nell’articolo.

  4. ho un NAS buffalo versione LS-WXL che è andato in modalita EM e non riparte, è da 500+500MB, ma gestiti purtroppo come disco unico. cìè qualche possibilità di recuperare qualcosa?

  5. @ Ivano

    come scrivevo sopra, tanto per cominciare hai analizzato i dischi a livello SMART?

    I dischi vanno entrambe? Vengono riconosciuti? Vengono riconosciuti della loro capacità? e poi,

    il tuo storage era in RAID 0 o in JBOD?

    Il risultato in termini di spazio disponibile è lo stesso, ma cambia drasticamente in termini di recupero, intendo in mancanza di un hdd.

    Nel RAID 0 le scritture negli HDD sono fatte a fette, per la precisione a strisce dette “STRIPE”, per cui è indispensabile mettere in salvo l’immagine di ENTRAMBE gli hard disk, altrimenti recuperi i frammenti dei brandelli, ovvero solo qualche file che abbia dimensione inferiore a 64Kb o 128Kb etc (dipende dalla dimensione degli stripe)

    Se è un JBOD, la situazione migliora ma “di poco”, poichè se ti manca un disco, magari il disco 0, hai perso tutto quello che avevi scritto nei primi tempi.

    Se hai entrambe le immagini dei dischi e devi recuperare un JBOD la cosa è “fattibile” … ma se è un RAID 0 diventa complessa, hai visto come sono una struttura JBOD e una RAID 0?

    In alternativa, per un recupero dati da NAS senza svenarsi, c’è http://www.recupero-dati-nas-raid5.it che da una ricerca che ho fatto è la più conveniente tra le ditte di recupero dati da RAID, infatti è un sito specifico per il recupero dati da NAS ma di proprietà della nota RecuperoDati299, diventata famosa per essere stata la prima ditta e per lungo tempo l’unico centro recupero dati ad offrire questi servizi con veri listini a cifre secche e univoche (cosa impensabile nel settore, credimi, infatti scrivono tutti tariffe da MIN a MAX) e su quelle economiche per privati sono imbattibili.

    Alessio

    • Grazie per i suggerimenti. Ma non mio servivano soluzioni commerciali anche a basso costo. Mi sono arrangiato con i miei mezzi senza mettere in pericolo dati critici.

  6. Ciao, seguo tutte le istruzioni e quando vado a montare il disco raid mi dice acces denied …….

    cosa posso fare ?

    grazie mille

  7. Domanda da parte di un altro genio che ha dimenticato da un pannetto di fare copie di sicurezza: il mio NAS Kraun 2 baie configurato come RAID 1 (Mirroring) di punto in bianco non è più accessibile in alcun modo, e i dischi fino all’ultimo recente “controllo” sembravano OK. Come fare per recuperare i dati senza far danni, considerando che dovrei teoricamente averne due copie? E’ applicabile anche al mio caso la procedura descritta? Grazie mille

    • Non conosco il modello specifico, ma in teoria potrebbe essere applicabile anche al tuo NAS.
      Di solito funziona se i NAS sono basati su linux e non hanno filesystem crittati.

      Se sono dati critici ti conviene come prima cosa fare un’immagine dei dischi.

      Buona fortuna

      • Chiedo scusa se la cosa suona troopo da ignoranti, ma cosa intende? Al momento il nas non viene riconosciuto, devo collegare singolarmente gli HD ad un PC (se vengono riconosciuti) e copiarli tramite qualche software? Grazie

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